È trascorso un decennio da quando gli Stati europei hanno consentito l’accesso all’Unione europea a più di un milione di persone in cerca di protezione e prive di permessi di movimento. La temporanea sospensione dei controlli alle frontiere non fu un semplice gesto di buona volontà da parte degli Stati, ma una decisione alla quale i governi furono costretti quando il numero di persone in cammino a causa della guerra in Siria superò la soglia che il regime di frontiera europeo sarebbe stato ancora in grado
di contenere. A dieci anni da quell’evento, le idee nazionaliste stanno nuovamente acquistando slancio, mentre la politica migratoria europea, con il Nuovo Patto sulla migrazione, apre la strada alla violazione sistematica dei diritti umani fondamentali attraverso l’introduzione di campi di trattenimento di massa ai
confini dell’UE per i richiedenti asilo. Di ciò che è cambiato nel campo delle migrazioni nella regione negli ultimi dieci anni, di come vivono migranti e rifugiati e di ciò che ci attende in futuro discuteranno, nella tavola rotonda, Samer Arkawi, Abir Aljondi e Aigul Hakimova. Modera Jure Gombač.
A cura: ZRC SAZU
È possibile usufruire della traduzione simultanea in italiano.